Portfolio – Acrobati / Acrobats

Il genere artistico di questa serie rientra a grandi linee nelle avanguardie pittoriche di inizio Novecento.

L’ispirazione principale deriva dagli scatti di Robert Doisneau che, dopo la Prima Guerra Mondiale, girava per Parigi in cerca di guizzi di vita, per strade popolate di gente senza nulla, se non la voglia di muoversi, giocare, baciarsi.

In senso etimologico, l’acrobata è chi cammina in alto (dal greco “bàino”, mi muovo e “akròn”): nei miei quadri, gli acrobati si ergono sulle braccia, in mezzo a marciapiedi o strade semideserte, in movimenti complessi, che richiedono una buona dose di equilibrio.

La serie ha una duplice dimensione: accanto a quella immediata, ludica e quasi bizzarra, c’è quella simbolista: l’equilibrio nella vita quotidiana è difficile da mantenere; la caduta è uno scenario che non può essere escluso; il rischio di una posizione ardita può al tempo stesso fornire un altro punto di vista, libero, innovativo e coinvolgente, e, al contempo, sfidare i benpensanti e le convenzioni del vivere comune.

In alcuni quadri, inserisco dei messaggi che richiamano le opere di Alighiero Boetti, tratti da film, canzoni, libri che amo: le lettere uniscono immagini e concetti.

Per acquistare le opere:

https://www.singulart.com/it/artista/bernardo-bandinelli-67032

Esci dagli schemi (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2026)

“Get out of the box” è la scritta che in inglese significa “esci dagli schemi”.
Un ragazzo decide di capovolgere la propria persona e inizia a camminare sulle mani. Che si tratti di un gioco, di una sfida o anche solo di un tentativo, l’acrobata sovverte il punto di vista e vede un mondo differente, fuori dall’ordinario. La firma è stata inserita nel quadro in modo tale che l’iniziale del nome Bernie, cioè la “B”, sia la stessa della parola “box”. In questo modo, io pittore mi identifico con il soggetto rappresentato nel quadro. L’immagine di una scala sulla colonna, ricreata dalle pietre di tonalità differenti, simboleggia l’evoluzione interiore del soggetto.

Gli acrobati in Norvegia (una nuova aurora)(olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2026)

Tra gioia e equilibrio tre ragazzi si improvvisano acrobati, mentre camminano sulla neve, in una regione della Norvegia, sotto un’aurora boreale che accende il cielo di bianco e di verde. La casa in legno ha la tinta celeste, molto tipica in zona, mentre sullo sfondo si scorge l’inizio di una foresta di abeti.
Ogni figura sprigiona energia dinamica, come se uscissero dalla tela da un momento all’altro. I colori prevalenti sono quelli della bandiera, rosso, blu e bianco. La frase finale (“Be the one out of the box”, ovvero “sii quello fuori dagli schemi”), intrecciata con la firma, invita a lasciare la “comfort zone” e osare andare controcorrente.

Questo quadro è stato selezionato per “100 pittori a Palazzo Fani”, mostra collettiva a Tuscania, dal 23/5/2026 al 6/6/2026.

Il sogno (disordine e ordine) (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2025)

La luna crescente rappresenta il sogno in evoluzione, ovvero i due soggetti sono pronti a esercitarsi anche di notte, pur di migliorare.
Infatti, il testo inserito è “They haven’t seen the best of me”, estratto dalla canzone “High hopes” (Panic at a disco).
Così ha scritto un ammiratore dell’opera: “The concept of resistance to conformity — the boys walking on their hands — carries such powerful symbolism. I also love how you’ve woven in the textual influence of Alighiero Boetti and the emotional depth drawn from “Moonlight”; it’s an incredible intersection of language, film, and gesture. ” (Il concetto dell’opposizione al conformismo – i ragazzi in cammino sulle mani – evoca un potente simbolismo. Mi piace anche come hai intrecciato l’influenza dei testi di Alighiero Boetti e la profondità emotiva tratta dal film “Moonlight”: un incredibile connubio di linguaggio, film e gesti)
Quest’opera è stata esposta nella mostra “Rosso meraviglia” presso lo Spazio Idea a Roma dal 7 al 14 febbraio 2026.

Il gesto ignoto che esprime se stesso e non altro (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2025)

La vitalità incontrollabile e l’equilibrio precario di tre acrobati si intrecciano in un gesto sospeso nel tempo. I colori vivaci e le forme ben definite trasmettono forza, armonia e gioia, in sintesi un’energia positiva.
Il titolo dell’opera è tratta dalla poesia “Tempi di Bellosguardo” di Eugenio Montale, che è ambientata a Firenze, città in cui il poeta visse per alcuni anni.
Le parole si adattano in modo perfetto al quadro, perché a volte gli slanci non sono ponderati, ma eseguiti d’istinto, per la sola voglia di muoversi ed esplorare un nuovo orizzonte, anche se solo per un attimo, prima della prossima inevitabile e forse rovinosa caduta.
Le pietre sul muro della casa simboleggiano le difficoltà e la durezza della vita quotidiana, contro cui non sempre è facile trovare un’alternativa o una via d’uscita in tempi brevi.

La dimensione ludica è amplificata dal gruppo e i calzini e i berretti hanno colori che si richiamano dal vestiario di un ragazzo a quello di un altro, in modo che i tre siano percepiti piuttosto come un’unica entità, armoniosa e solidale. Inoltre, anche in cielo si trovano tre gabbiani in volo, che costituiscono il pendant degli amici che giocano. La finestra chiusa, invece, sta a indicare che la vita di chi si trova nell’appartamento soprastante non ha comunicazione coi tre acrobati, per cui la dimensione all’aria aperta è di fatto la sola che meriti di essere rappresentata.

Scegli (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2025)

Gli acrobati incarnano la vivacità e l’audacia delle scelte di ogni giorno. Le figure impegnate in una camminata capovolta rappresentano il tentativo di vedere il mondo da una prospettiva diversa, sottolineando l’importanza del cambiamento e dell’ampliamento dei punti di vista ordinari. La citazione, con un omaggio allo stile di Alighiero Boetti, che ha prodotto tante opere piene solo di lettere, è tratta dal film “Moonlight”: la frase è pronunciata dall’amico adulto del protagonista ed è un invito a non lasciarsi etichettare e tanto meno condizionare nella propria condotta.
Il significato della citazione (You gotta choose for yourself who you gonna be) è infatti: “Devi scegliere da solo chi vuoi diventare. “

I colori dei vestiti sono incrociati: berretti, maglie, pantaloni e calzini sono intrecciati in un gioco di rimandi tra i due ragazzi, per cui l’intreccio lascia pensare a un unicum che si muove, piuttosto che a due singoli.

La firma, a partire dall’ultima parola della citazione, è un modo per enfatizzare quel che conta di più, ovvero “essere” piuttosto che “apparire” (dove l’apparenza è anche da intendersi come l’adeguamento supino alla tendenza dominante, ovvero uno si comporta senza mai cambiare, per evitare di trovarsi in contrasto o scegliere la propria personale via).

Le lettere, che a loro volta formano parole, che esprimono concetti, hanno dunque una funzione di relazione, di interpretazione, di motivazione e sono fondamentali per sostenere le idee e le iniziative.
Come nell’ultima scena di un famoso film: “È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardare da un’altra prospettiva” (“L’attimo fuggente”).

Quest’opera è stata esposta presso Spazio Idea, a Roma, dal 5 al 12 luglio 2025.

L’acrobata e la ballerina (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2024)

Le due figure sono impegnate in qualcosa di poco naturale: l’acrobata cammina sulle mani, mentre la ballerina si esercita a restare ferma su una punta. In ambedue i casi, l’equilibrio è difficile da mantenere ma nel complesso le due figure si fanno da specchio, ovvero l’una incoraggia in silenzio l’altra a non cedere di fronte alle difficoltà. La concentrazione sui propri movimenti è anche supportata dalla scena scarna, nel senso che la mente dei due personaggi è svuotata da ogni pensiero inutile: tutto il resto scompare, la strada è deserta, il muro è un mero sfondo, il cielo una quinta uniforme. Le scarpe rosse della ballerina rimandano al film “Scarpette rosse”, del secolo scorso, che racconta la storia di una aspirante ballerina, come è raccontato da alcune partecipanti a un’audizione (per un posto secondario, in un musical di Broadway) nel film “A chorus line”: il ballo è armonia, purezza, elevazione, ma anche fatica, sudore, sacrificio continuo.

Il viaggio inizia da dentro (acrilici su tela, cm 40 x cm 50 x cm 4, 2023)

Questo quadro è stato creato, in un giorno, per una gara estemporanea di pittura: la giuria timbra la tela sul retro e poi, dalle ore 9 ed entro e non oltre le ore 17, il pittore deve aver consegnato l’opera. Un piccolo paese sul Trasimeno, ricco di scorci, è una piccola perla e, dopo una breve ricognizione, è stato scelto un posto panoramico, con vista sul lago attraverso un arco. L’unica tecnica possibile, per una rapida essiccazione dei colori, è stata l’uso di acrilici, che seccano con rapidità. Ogni tanto un abitante del paese, un gattino, mi veniva a trovare e faceva le fusa, in segno di approvazione: la tela rappresenta l’impulso interiore a rinnovarsi e seguire la propria strada.

Yahoo! (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2023)

Esploro la complessità e l’equilibrio precario della vita umana attraverso la metafora degli acrobati. L’uso dell’olio permette di evidenziare la vivacità e la texture dei costumi, simbolo delle diverse sfaccettature della personalità umana. Ogni figura sostiene l’altra in un atteggiamento di mutuo supporto e interdipendenza, riflettendo l’essenza della coesistenza, per rimarcare l’importanza dell’armonia e del sostegno reciproco. I gabbiani sullo sfondo evocano il mare e fanno pendant con la coppia di acrobati in primo piano.

Gli acrobati (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2023)

In questo dipinto a olio vanno a braccetto l’energia e la leggerezza di due acrobati in perfetto equilibrio. I colori vivi e il gesto dinamico trasmettono gioia e sostegno reciproco, mentre lo sfondo urbano crea un dialogo tra esseri umani e ambiente. I due ragazzi indossano vestiti differenti, che indicano un diverso carattere, ma nel complesso si fanno da specchio e si muovono nella stessa direzione.
Nello stesso tempo, in cielo, due gabbiani volano appaiati e fanno pendant agli acrobati.

Chi mi ama mi segua (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2022)

In questa tela mostro l’essenza dell’energia e dell’audacia. Il soggetto principale, un acrobata in cammino sulle mani, simboleggia il coraggio e la sfida delle convenzioni. Contrapposto a una figura che osserva, statica e formale, rappresenta la tensione per andare al di là del conformismo, in cerca di libertà, invitando chi guarda a riflettere sulla propria vita e sulle proprie scelte: agire in autonomia o rimanere a guardare gli altri?

Due arlecchini (olio su tela, cm 60 x cm 80 x cm 1, 2022)

Esplorare la dualità e la complessità dell’identità umana, attraverso il vivace modello degli arlecchini, rispecchia il gioco continuo tra realtà e maschera, rivelando come sotto le facciate esteriori ci siano profondità sorprendenti. Il contrasto tra il giallo luminoso e i toni più scuri evoca una tensione visiva che invita alla dinamicità.

La definizione di arlecchino è collegato solo alla fantasia delle maglie, a scacchi. I movimenti dei due ragazzi sono rovesciati e ogni parte del corpo è utilizzata per mantenere il precario equilibrio.
Quest’opera è stata selezionata e pubblicata sulla rivista d’arte londinese “No Name Collective” di dicembre 2022.

L’acrobata circense (olio su tela, cm 70 x cm 100 x cm 1, 2022)

Quest’opera a olio fotografa l’eleganza e l’intensità di una professionista del circo. La professionista è sospesa in un momento di pura grazia, contro un oscuro sfondo che accende il contrasto e lascia risaltare la profondità dell’espressione. La scelta dei colori riflette la vulnerabilità e al contempo la forza e la concentrazione dei circensi. Inoltre, il proiettore sullo sfondo potrebbe sembrare un globo appena lanciato, in una sfida ginnica in cui l’acrobata si sta cimentando.

L’acrobata (olio su tela, cm 50 x cm 70 x cm 1, 2018)

Questo quadro è il primo della serie: siccome la figura non era mai quella desiderata, l’opera è stata ripetuta per tre volte, finché il risultato non è stato soddisfacente. Le altre due tele, infatti, sono state riutilizzate per altri soggetti. L’opera è stata venduta in anteprima, ovvero prima che iniziasse l’asta, dalla casa d’aste Gigarte di Viareggio il 13 settembre 2021. Di seguito la pagina del catalogo:

29 pensieri su “Portfolio – Acrobati / Acrobats

  1. Tanguero y seguidora, lo osservi e per un attimo voli lì, in qualche milonga argentina. Occhi che si incrociano, vetrate come da El Querandì, Baires. Bellissimo.

  2. Adoro “l’affetto” sia per la tecnica delicata e particolare sia e – soprattutto – per il tema che appare sentito genuinamente…bello!

  3. Con la tua arte riesci a trasmettere emozioni…continua a dipingere, prima o poi vedrò una tua tela agli Uffizi..

  4. Complimenti Bernardo. Questa serie “Coppie” è la mia preferita. C´è garbo nel tratto e nelle emozioni che riesci a trasmettere.

  5. Your wonderful paintings through your site are all amazing! Hope everything is fine with you and have a great day

  6. I really like your drawings. Unfortunately, I don’t know how to draw at all, although it has always fascinated me 🙂 Have a good day

  7. Ich habe mir deine Webseite angeschaut und einige Bilder gefallen mir gut. Ich mag Street Art, besonders wenn es bunt ist.

  8. Ich habe mir Deine Bilder / Werke auf Deiner angesehen, da ist einiges sehr schönes dabei. Ich bin kein Kunstkenner und gehen eigentlich nie in Galerien oder Ausstellungen. Wenn Kunst, dann mag ich möglichst natürliche Bilder, auf denen ich auch etwas erkennen kann (also abstrakte Bilder sind für mich eher nicht interessant). Aber Deine Bilder sind teilweise wirklich sehr schön.

  9. Ciao Bernardo,

    Thank you for sharing your website on the postcard! I read your introduction and now understand the meaning behind “QED.” I really like how you connected Quadri e Disegni with the Latin Quod Erat Demonstrandum—such a clever and charming idea.

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  10. Bellissimi tutti i dipinti! “Due acrobati” del 2025 molto originale per la composizione, Bandinelli ha una bella mente oltre una bella mano!

  11. I tuoi acrobati colorati, questi come altri, con o senza cappellino, sono ormai il tuo segno distintivo. Leggeri ma attenti, procedono all’unisono, due facce della stessa medaglia. Che giochino o si esercitino, trasmettono positività e serenità. L’esplosione di colori degli iris che omaggiano Venere e allo stesso tempo sembrano essere da lei custoditi, sono una novità. Il verde catalizza gli sguardi. In primo piano è protagonista quanto i fiori e sullo sfondo è profondo quanto il mare… Gli iris sono un rimando a Firenze, tua città natale e Venere a Roma, la tua città di elezione che piano piano guadagna terreno ma non ha, ancora, una posizione centrale nella tua vita. Infatti la figura è laterale, al margine. Il suo gomito fuoriesce dal dipinto. Venere non è trionfante, sicura della propria bellezza, bensì è schiva, avvitata su se stessa, aggrappata al drappo che non ha la leggerezza del velo ma la solidità del bastone, della mazza che Venere blandisce a monito e difesa di se stessa e del giardino.

  12. Hallo Bernardo!
    Habe mir Deine Website angesehen. Deine Bilder/ Gemälde gefallen mir.
    Herzliche Grüße aus Köln,
    Ich wünsche Dir Alles Gute und viel Erfolg mit Deiner Kunst!

  13. I love your colorful paintings. I also love to be surrounded by art and try to visit an exhibition every week. Wish you lots of love and happiness

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